Story behind

Scrivendo queste righe provo a focalizzarmi sul momento esatto in cui è iniziato il mio immenso amore per la pittura. I ricordi mi portano al tragico passaggio politico nel mio paese, quando dopo l’estate del 1979 tornai dall’estero.

La rivoluzione iraniana, una delle più grandi del ‘900, ha completamente stravolto sia la mia anima che la mia famiglia. Dopo quei fatti nulla fu più come prima…

Proprio lì, in quella straordinaria circostanza, la pittura fu l’unico sfogo reale, una delle rare cose rimaste intatte e libere: dopo scuola prendere i pennelli ed acquarello era una gioia insostituibile e dopo l’ inizio della guerra (quella guerra assurda durata 8 anni), quei gesti divennero una cura antidepressiva.

Mi torna alla memoria quando la mattina presto mia madre mi accompagnava nelle viuzze a nord di Tehran, dove rimanevo per ore a dipingere le vecchie porte piene di crepe che aprivano agli immensi giardini: quelle porte furono, per me, la chiave della serenità in quanto tutto il resto sembrava triste e complesso.
Per questo motivo il personale amore per i colori è un amore antico.

Arrivata a Firenze, non ebbi la possibilità di entrare all’Università delle Belle Arti, così l’unica scelta fu di frequentare un’autorevole accademia di moda. Da quell’instante mi affacciai in quel mondo: un mondo che ho imparato ad amare e odiare.

Nell’esatto momento in cui decisi di partire per Milano per immergimi nel mondo del lavoro, ho incontrato colui che ha completamente stravolto i miei progetti.

Insieme a lui arrivò anche la nostra prima meravigliosa figlia, e in seguito a tutti questi eventi la mia vita viene stravolta nell’arco di 3 anni. Il cambiamento più significativo è stato il trasferimento dalla città alla campagna, che mi ha lasciato perplessa e shoccata, ma in quel periodo ho accettato tale cambiamento restando in attesa di come la situazione si sarebbe sviluppata.

Tuttavia mi resi immediatamente conto che non ero pronta ad una simile novità, seppur la casa fosse poco lontana da Firenze, ma probabilmente tutti questi fatti e queste emozioni dovevano essere perché già scritti nel percorso della mia vita.
In quel periodo mi impegnavo molto affinché nostra figlia crescesse nel migliore dei modi e proprio in quel tempo riemerse la necessità irrefrenabile di prendere nuovamente in mano il pennello, e dipingere: la natura, i tabernacoli antichi, le madonnine è tutto ciò che vedono i miei occhi. Non proprio tutto.

Quelle porte che prima erano soggetto della mia pittura, ora non lo sono più. Non per volontà, ma per una sorta di blocco nel realizzarle. A detta di una specialista della psiche umana, queste porte mentali io le avevo aperte, ma non riuscivo ad attraversarle.

Passati 5 anni nasce mio figlio Giulio Carlo regalandomi una gioia immensa.
Mi ricordava mio padre.
Padre che in una notte d’agosto mi è stato portato via a tradimento, dopo soli sei mesi dal nostro riavvicinamento in seguito ad una separazione.
La vita mi stava presentando un conto salato.
In quella sofferenza un’amica mi ha invitato ad un corso di pittura su stoffe. Scegliendo di reagire e di uscire dalla sofferenza che mi stava soffocando, ho accettato l’invito.
Oggi dico che quella è stata una mano tesa in mio aiuto per risollevarmi da un dolore terribile.

Per questo penso che nella sfumatura cromatica che caratterizza oggi le mie creazioni ci sia qualcosa di più di semplici colori….